Napoli, immigrato bengalese si mette con la testa in mezzo alle sassate!

La gioventù napoletana, così esuberante e sincera,così calda di cuore e di sangue, la sera del dodici agosto si stava dedicando alla tradizionale sassaiola di mezza estate quando un immigrato bengalese con regolare permesso di soggiorno (conditio sine qua non per essere aggrediti, derubati, calpestati e derisi che i giornali non mancano mai di riportare) invece di continuare a sudare dietro le sue attività senz’altro all’insegna dell’estremismo islamico ha avuto la pessima idea di intercettare con la testa alcuni sassi.
Un gesto in-qua-li-fi-ca-bi-le che provocherà grossi guai alla nostra gagliarda gioventù. Cosa aspettiamo a rompere le relazioni diplomatiche col Bangladesh, che la sostituzione etnica riempia le nostre strade di simili incoscienti avventati che vengono a rubarci il lavoro?

Una gioventù di vibrante entusiasmo difende la Patria sulle rive di Bergeggi!

All’inizio di agosto 2019 un ragazzino francese che dormiva in una tenda su una spiaggia ligure rimane seriamente ferito da un cassonetto lasciato cadere dalla strada soprastante, alta almeno una quindicina di metri.
Confessa un ragazzino di diciassette anni.
Negli stessi giorni i sovranisti delle reti sociali sono stati aizzati contro la Francia per una inutile querelle estiva e nulla vieta di pensare che in un elemento del genere non possa vedersi un nuovo Balilla.
Molto appropriatamente armato di spazzatura anziché di sassi.

Cassonetto
giù alla vista
del ragazzo di Bergeggi;
e la patria sovranista
caccia i Franchi dai campeggi!

Era tenda quel tessuto
che dal peso si squarciò;
e il ragazzo contenuto
pien di sangue si trovò.

Vile l’occhio, svelto il passo,
chiaro il grido dell’ebbrezza;
ai nemici la rumenta,
agli amici tutto il cuor.

Son fanciulli i sovranisti
e son tanti bei cialtroni;
come siculi picciotti
o in paranza ragazzoni.

Vile è l’ansito nel petto
sitibondo di prosecco;
dalla strada il cassonetto
va la patria a vendicar.

Vile l’occhio, svelto il passo,
chiaro il grido dell’ebbrezza;
ai nemici la rumenta,
agli amici tutto il cuor.

Vile l’occhio, svelto il passo,
chiaro il grido dell’ebbrezza;
ai nemici la rumenta,
agli amici tutto il cuor.

Sono solo percoroni,
son oltraggio alla ragione;
son di mamma i bambinoni
il sovranismo li forgiò.

Con la scuola per nemica
la cultura ancor di più,
lor saranno l’arma antica
dei padroni di quaggiù.

Vile l’occhio, svelto il passo,
chiaro il grido dell’ebbrezza;
ai nemici la rumenta,
agli amici tutto il cuor.

Vile l’occhio, svelto il passo,
chiaro il grido dell’ebbrezza;
ai nemici la rumenta,
agli amici tutto il cuor.

(Sull’aria di “Fischia il sasso”, dedicata a Giovan Battista Perasso detto Balilla)